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CAPO VI Cooperazione amministrativa Articolo 15 1. Gli Stati membri, di concerto con la Commissione, adottano tutte le disposizioni atte ad istituire una cooperazione diretta e lo scambio di informazioni tra le autorità competenti, in particolare per eliminare il rischio che eventuali difformità di applicazione dei controlli all'esportazione effettuati su prodotti a duplice uso inducano deviazioni di traffico che potrebbero creare difficoltà ad uno o più Stati membri. L’articolo 13 indica che 1. Gli Stati membri, di concerto con la Commissione, adottano tutte le disposizioni utili per istituire una cooperazione diretta e uno scambio di informazioni tra le autorità competenti, in particolare per evitare il rischio che eventuali disparità di applicazione dei controlli all'esportazione provochino deviazioni di traffico che possono creare difficoltà a uno o più Stati membri. 5. Uno Stato membro può adottare o mantenere le disposizioni nazionali che subordinano ad autorizzazione l'esportazione di prodotti a duplice uso non compresi nell'elenco di cui all'allegato I qualora l'esportatore abbia motivo di sospettare che i prodotti in questione siano o possano essere destinati, in tutto o in parte, ad uno degli usi di cui al paragrafo 1. 6. Uno Stato membro che, in applicazione delle disposizioni di cui ai paragrafi da 1 a 5, subordina ad autorizzazione l'esportazione di un prodotto a duplice uso non compreso nell’elenco di cui all'allegato I, ne informa, se del caso, gli altri Stati membri e la Commissione. 4. Un esportatore, se ha conoscenza che i prodotti a duplice uso che intende esportare e che non sono compresi nell'elenco di cui all'allegato I sono destinati, in tutto o in parte, ad una qualsiasi delle utilizzazioni di cui ai paragrafi 1, 2 e 3, deve informarne le autorità di cui al paragrafo 1, che decideranno in merito all'opportunità di sottoporre la suddetta esportazione ad autorizzazione.

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L'autorizzazione di trasferimento deve essere richiesta nello Stato membro da cui devono essere trasferiti i prodotti a duplice uso. 5) Elenchi comuni di prodotti a duplice uso, di destinazioni e di linee direttrici sono elementi essenziali per un sistema di controllo efficace delle esportazioni. 1) nella realizzazione del mercato interno, la libera circolazione delle merci, ivi compresa quella dei beni a duplice uso, dev'essere assicurata in conformità alle pertinenti disposizioni del trattato; che gli scambi intracomunitari di taluni beni a duplice uso sono attualmente assoggettati a controlli da parte degli Stati membri; che una condizione per l'abolizione di detti controlli è costituita dall'applicazione ad opera degli Stati membri di controlli il più efficaci possibile all'esportazione dei suddetti beni, sulla base di norme comuni, nel quadro di un regime comunitario; che l'abolizione di tali controlli migliorerà la competitività internazionale dell'industria europea; 2) che scopo del Regolamento è altresì quello di sottoporre a controlli efficaci i beni a duplice uso quando sono esportati dalla Comunità; 3) è necessario un efficace sistema di controllo fare grandi soldi all'esportazione dei beni a duplice uso su una base comune anche per rispettare gli impegni internazionali degli Stati membri e dell'Unione Europea, segnatamente in materia di non proliferazione; 4) gli elenchi comuni di beni a duplice uso, di destinazioni e di linee direttrici sono essenziali per un sistema di controllo efficace; che le decisioni riguardanti il contenuto di detti elenchi hanno natura strategica e sono quindi di competenza degli Stati membri; che tali decisioni sono oggetto di un'azione comune in base all'articolo J.3 del trattato sull'Unione europea; 5) i ministri degli Affari esteri della Comunità hanno adottato il 20 novembre 1984 la dichiarazione di politica comune, successivamente adottata dalla Spagna e dal Portogallo, riguardante in particolare le modalità relative ai trasferimenti intracomunitari di plutonio separato e di uranio arricchito al di là del 20 %, nonché gli impianti, le componenti principali di fondamentale importanza e la tecnologia per il trattamento, l'arricchimento e la produzione di acqua pesante; 6) la suddetta azione comune e il presente regolamento costituiscono un sistema integrato; 7) tale sistema costituisce un primo passo verso la creazione di un sistema comune di controllo delle esportazioni dei beni a duplice uso, completo e coerente in tutti i suoi elementi; che è particolarmente auspicabile che le procedure di autorizzazione applicate dagli Stati membri siano armonizzate progressivamente e rapidamente; 8) la Comunità ha adottato un insieme di norme doganali che costituiscono il codice doganale comunitario (3) e le relative disposizioni di applicazione (4); i quali stabiliscono, tra l'altro, le disposizioni relative all'esportazione e alla riesportazione di beni; che il presente regolamento non pone alcuna restrizione ai poteri attribuiti dal codice e dalle relative disposizioni d'applicazione ovvero da questi ultimi derivanti; 9) è opportuno che, nell'esaminare le condizioni riguardanti la riesportazione o l'utilizzazione finale dei beni a duplice uso, gli Stai membri tengano conto dei pertinenti principi del diritto internazionale; 10) le disposizioni degli articoli 4 e 5 del presente regolamento hanno lo scopo di assicurare un controllo efficace delle esportazioni dei beni a duplice uso; che tali disposizioni non pregiudicano la possibilità degli Stati membri di adottare o di mantenere, allo stesso scopo e nel pieno rispetto del mercato interno, misure supplementari di controllo delle esportazioni che siano compatibili con gli obiettivi del presente regolamento; 11) per eliminare i rischi di deviazioni di traffico di miglior trading beni a duplice uso dalla destinazione dichiarata in un altro Stato membro verso una destinazione fuori della Comunità, durante la fase iniziale di adeguamento degli Stati membri alle disposizioni del presente regolamento, è opportuno prevedere per detto periodo l'applicazione di controlli semplificati sugli scambi intracomunitari dei beni a duplice uso; che tale applicazione può comprendere un sistema di autorizzazioni generali; che il periodo di applicazione deve avere una durata limitata; che durante il periodo di applicazione gli scambi intracomunitari di beni a duplice uso non devono essere soggetti a controlli più rigorosi di quelli applicati alle esportazioni dalla Comunità; 12) in virtù ed entro i limiti dell'articolo 36 del trattato ed in attesa di una armonizzazione più approfondita, gli Stati membri conserveranno sia durante che dopo il periodo transitorio la possibilità di effettuare controlli su beni a duplice uso per garantire l'ordine pubblico o la pubblica sicurezza; 13) per garantire l'effettiva applicazione del presente regolamento, ciascuno Stato membro adotterà provvedimenti intesi a conferire adeguati poteri alle autorità competenti; 14) ciascuno Stato membro stabilisce le sanzioni da imporre in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento, 2. Le disposizioni generali.

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5. La Commissione pubblica l'elenco delle autorità di cui al paragrafo 4 nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, serie C. L’articolo 8 nota come ai fini del rilascio di un'autorizzazione d'esportazione le autorità competenti tengono conto delle linee direttrici di cui all'allegato III della decisione 94/942/PESC. L’articolo 9 indica che 1.Gli esportatori mettono a disposizione delle autorità competenti tutte le informazioni richieste relative alla loro domanda d'autorizzazione d'esportazione. Qualora non sia stato concluso alcun contratto o il titolare del contratto non agisca per proprio conto è determinante la facoltà di decidere l'invio dei prodotti al di fuori del territorio doganale della Comunità. 3. Qualora un'esportazione pregiudichi i suoi interessi vitali, uno Stato membro può chiedere ad un altro Stato membro di non concedere un'autorizzazione d'esportazione, oppure, qualora siffatta autorizzazione sia stata concessa, chiedere l'annullamento, la sospensione, la modifica o la revoca.


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Uno Stato membro può imporre un'autorizzazione per siti trading affidabili il trasferimento di altri prodotti a duplice uso dal suo territorio verso un altro Stato membro se, al momento del trasferimento: - all'operatore consta che la destinazione finale dei prodotti in questione si trova al di fuori della Comunità; - l'esportazione dei prodotti verso detta destinazione finale è soggetta ad autorizzazione nello Stato membro dal quale i beni devono essere trasferiti, a norma degli articoli 3, 4 o 5 e tale esportazione direttamente dal suo territorio non è consentita da un'autorizzazione generale o globale; - i beni non devono essere sottoposti a processi o a lavorazioni di cui all'articolo 24 del codice doganale comunitario nello Stato membro verso il quale devono essere trasferiti. Uno Stato membro può imporre un'autorizzazione per il trasferimento di un bene a duplice uso dal suo territorio verso un altro Stato membro se, al momento del trasferimento: all'operatore consta che la destinazione finale del bene in questione si trova al di fuori della Comunità, e - l'esportazione dei beni detta destinazione è soggetta ad autorizzazione in forza degli articoli 3, 4 o 5 e - i beni non devono essere sottoposti a trasformazione o a lavorazione ai sensi dell'articolo 24 del Codice doganale comunitario nello Stato membro verso il quale vengono trasferiti.


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